Avete in mente Eicma, nominato anche Salone della Moto? Ogni anno Milano si riempie di migliaia di appassionati, professionisti e curiosi che affollano la fiera ufficiale. Ma mentre i riflettori sono puntati sui padiglioni, altrove in città prende forma un universo parallelo: eventi informali, showroom improvvisati, feste esclusive. C’è chi preferisce l’atmosfera di un locale di tendenza a uno stand tradizionale, e chi sfrutta l’arrivo di vip e addetti ai lavori per trasformare una semplice serata in un appuntamento imperdibile.

Un classico sono le serate da Ciapa La Moto: questa in foto si svolse durante Eicma 2023 ed era dedicata agli italiani che stavano per partecipare alla Dakar.
Il Fuorisalone è fuori di testa
La stessa cosa succede con l’arredamento: nel mese di aprile di ogni anno si svolge il Salone del Mobile Milano. La grossa differenza è che il qualcosa di alternativo, che si chiama Fuorisalone, si è sviluppato a un tale livello che credo che sia più la gente che va a quest’ultimo. C’è chi, in dieci anni, non ha mai messo piede dentro la fiera, ma non si perde uno solo degli eventi al di fuori di essa, tanto che ormai si parla di Milano Design Week inglobando il dentro e il fuori.
In tutta la città ci sono spazi di vario genere – capannoni, palazzi antichi, cortili, appartamenti, negozi, discoteche, ecc – dove aziende o artisti legati al design espongono qualsiasi cosa. In teoria mobili. Vi facciamo vedere cosa ci ha colpito di più quest’anno, sempre che ve ne freghi qualcosa.

Tre mongolfiere cucite insieme e messe in orizzontale, in modo da formare la Reggia di Caserta delle tende da campeggio. Non sappiamo a cosa serva, ma è una delle cose più fighe che abbiamo mai visto.

Il NEO Home Robot è talmente sveglio che mette in imbarazzo, sembra davvero una persona. Gli abbiamo messo in mano un fucile a pompa, gli abbiamo detto “spara a chi vuoi” e lui ha fatto un massacro.

Il rovescio della medaglia del Fuorisalone è che queste esposizioni interessano folle oceaniche, per cui si creano delle code allucinanti e senza senso. Possono passare due ore prima di poter entrare, magari per vedere due cosette.
In alcuni casi ne capiamo il senso (quest’anno si poteva salire all’ultimo piano della Torre Velasca, poi non sarà più possibile, allora ci sta fare la coda) ma in altri il delirio è dovuto al fatto che a esporre sono Armani e Dior e la gente si mette in coda a prescindere.
Volevamo fare qualcosa anche noi
Per il 2026 ci siamo detti: visto che ogni anno ci divertiamo a girare Milano a caccia di cose buffe, perché non organizziamo evento Fuorisalone firmato Zampetting?

La prima cosa che c’è venuta in mente è stata esporre tutte le moto con cui ho corso la Dakar dentro la Cappella Portinari.
Come idea non era niente male, ma ci siamo ricordati che io non ho mai corso la Dakar.
Allora ci siamo detti: visto che l’UomoMezzo è una nostra specialità, perché non fare una sessione di foto notturne in un luogo tipico di Milano? Un flash mob, una cosa mordi e fuggi: la gente arriva, si fa fare la foto, gli diamo tè e biscotti, chiacchieriamo un po’ e buonanotte. Ma dove farla?
Serviva un posto caratteristico della città, poco affollato, con uno spazio per parcheggiare le moto.

Piazza Duomo è il posto più famoso della città, ma non è molto intimo.

Lo stadio Meazza, a San Siro, forse è il secondo posto più noto, ma non avrei potuto farcela.
Il calcio non mi piace e ho abitato per 30 anni accanto allo stadio, quindi ho subito i grandissimi casini legati alle partite, dai parcheggi selvaggi ai tifosi cafoni, violenti e rumorosi. No, non mi andava di fare qui la serata.

Piazza Affari, originale e irriverente, col ditone medio di Cattelan non poteva essere perfetta? Però forse quel dito medio sarebbe risultato davvero troppo irriverente per qualcuno e così abbiamo bocciato pure questo posto.

Il mio preferito: una strada senza uscita dentro la Bicocca, non illuminata, dove si trova un edificio degno di Urbex, che amiamo chiamare la Casa della Famiglia Addams.
Ma forse non tutti amano farsela addosso dalla paura quando escono la sera. Insomma, non era facile. Ma poi ci siamo trovati d’accordo sull’avere, come sfondo, gli edifici della Fondazione Prada.
Prada, dalle arti all’UomoMezzo
La Fondazione Prada è stata creata per realizzare progetti artistici nel campo della fotografia, del cinema, dell’architettura e della danza. Nel 2015 è stata inaugurata una delle sue sedi, la principale, ricavata in una distilleria di gin dei primi del Novecento.

Perfetto come sfondo urbano, no?

Mi sacrificavo a fare da cavia e… Sì, dai, funzionava. Si poteva fare.
Fissavamo come orario le 21 del venerdì 24 aprile ’26, senza avere idea di cosa sarebbe successo. Avrebbe potuto non venire nessuno, facendoci sentire soli e abbandonati. Del resto, pochi amano uscire la sera in moto, tantomeno nelle grandi città. Oppure sarebbero venute diecimila moto, con immensi disagi alla circolazione e interventi della Polizia in tenuta antisommossa.

Una roba tipo la Notte della Lupa che si tiene a Roma ogni ottobre!
Programma non molto articolato
Il programma era semplice: foto, tè, biscotti e chiacchiere. Qualcuno che ci conosceva dai tempi di Motociclismo All Travellers approvava subito, perché era una delle iniziative in linea con quelle che facevamo in passato. Altri ponevano domande del genere “Ma a parte le foto, il tè e le chiacchiere, che altro succederà?”. E lì non sai cosa rispondere, a parte “Niente”, perché era una cosa semplice, ma potente allo stesso tempo, un ritrovo tra motociclisti dotati dello stesso spirito.

I biscotti erano ovviamente griffati.

I primi sono arrivati già before 21.

Tra i più lontani c’erano i fratelli Baioni, arrivati da Crema con le loro monocilindriche.


Va’ che belli. Marco con la Suzy DR-Z400S, Luca con la Yamma WR450F.

Carlo d’Andrea invece arrivava da Varese.

Antonietta Pasqualino di Marineo si è presentata in bicicletta.

Stefano Beacco ha vinto il titolo di sella più alta del flash mob.

La delegazione del MC Africa Twin intinge lo Z Biscuit nel tè.

Paolo Sanna è il presidente del MC Africa Twin e sfoggiava una RD03 da 650 cc, ovvero la capostipite.

Andrea Bignamini invece esibeva un’Africa Twin tra le più recenti delle V2, la RD07 da 750 cc. Lui è stato uno dei nostri compagni di avventure nella gara contro il velocissimo treno a vapore.

Da un Bignamini a un Bigna: Davide, detto Willi Wonka, è nostro partner delle edizioni Extreme della HAT da cinque edizioni.
Grazie ragazzi!

Alla fine eravamo in 42.500 secondo i manifestanti, 25 secondo la Polizia.

Delle foto di gruppo in posa mi piace vedere cosa succede dopo, quando la foto è fatta e la gente se ne va pensando che la fotocamera non stia ancora scattando.

Come sempre poche le donne, oltre alla già citata Antonietta, quindi onore alle presenti: Valeria Cani con la sua GSX-S nuova di zecca.

Federica Stradella con la sua Africona 1000.

Strana statistica: le CRF1000L erano più delle 1100. Questo è Giorgio Canaccini con la sua 1000 Adventure Sports.
Il suo garage è la tana del MC Africa Twin ed abbiamo scoperto che si trova a Cisliano, un minuscolo villaggio alle porte di Milano, che è la tana anche di Zampetting.com.

Altra CRF1000L, quella di Attilio Grassi.

L’unica Transalp del flash mob, quella di colui che chiamiamo Stabili Piccolini, dato che Stabilini sarebbe troppo lungo.

Moto cinesi: solo due. Questo è Giuseppe Pacifici con la sua CFMOTO CL-X 700 che ha preso per girare in città, al posto dello scooter. Ha anche qualcosa di grosso per i viaggi e una Husky 701 per fare fuoristrada, spesso con il figlio.

Il figlio, Lorenzo, ha una KTM 690 Enduro R, quindi sostanzialmente la stessa di suo padre.

L’altra moto cinese è la splendida Kove 800X di Dario Dell’Osa, che qui posa insieme a Svitlana Gavriljuc. Dario è il tipo che aveva fatto irruzione, a sorpresa, in questo racconto.

L’unico scooter presente: il T-Max di Erminio Bosso e Michela Barbi. Non voleva farsi fotografare, diceva “No, dai, ho il T-Max”. “Ma non sei in canotta e ciabatte, dai, fatti fotografare”.

Jack Collini: “Non conoscevo Zampetting.com. Per puro caso mi è arrivata su Facebook la locandina dell’evento e ho scoperto che è proprio sotto casa mia. Non potevo non venire”.

Davide Duma è stata una delle due cavie che partecipò allo storico corso del Tragedy Tornant Training, 12 anni fa, risalente ai tempi di Motociclismo All Travellers. All’epoca aveva una Honda Africa Twin V2. Oggi, invece, ha una Honda Africa Twin V2.

Chiudiamo con uno dei pilastri di Zampetting.com: Max Di Trapani, il regista dei nostri video, l’ultimo dei quali è uscito pochi giorni fa. KTM LC8 950 Adventure S, la moto ignorante e carismatica per eccellenza.
2 risposte
Sempre un piacere leggerti Mario, scrivi sempre con garbata e spiritosa ironia, una leggerezza infantile da sognatore forever. Che nostalgia di tanti anni passati e che invidia per questo Zampetting Flash Mob. Solo perché ci separano tanti km e la sera ormai la stanchezza la fa da sovrana, ma prima o poi,chissà. Co. Sempre immutata stima, Luisa.
Putroppo non ho potuto partecipare per concomitante compleanno di cognata.
Peccato!
La prossima volta vedete di programmare gli eventi concordando le date col sottoscritto😄😅