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Mario Ciaccia
Mario ha scoperto le moto di colpo, nel 1980, quando sua sorella comprò un numero di TuttoMoto essendo interessata a un Vespone. Poi passò a Motociclismo, perché parlava di una serie di cose che lo colpirono nel profondo: le strade militari di alta quota, i luoghi isolati raggiungibili solo in moto, le traversate dei deserti africani o dell’Himalaya, l’Elefantentreffen e i viaggi invernali, la Paris-Dakar e i rally a tappe..
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Son passati 45 anni ma i gusti sono sempre quelli. Per 24 anni ha lavorato nella redazione di Motociclismo e avrebbe continuato a farlo ancora, se quella storica testata non fosse finita nelle mani sbagliate. Adora provare le moto, soprattutto quelle da viaggio, tracciare percorsi, specialmente in fuoristrada, fotografarli e poi raccontarli. Ma tutto quello che riguarda la moto lo appassiona, anche in campi apparentemente lontani dai suoi gusti, come la MotoGP o le origini del fenomeno custom.
Paola Verani
Nasce in Trentino all’ombra di monumentali montagne e opulente foreste. Per questo forse il paesaggio che la seduce di più sono i deserti, quelli rocciosi, spogli, dove ogni cosa ha un solo colore e un solo motivo per resistere. Giornalista dal 1994 (quando ancora i comunicati arrivavano via fax), professionista dal 2000, prima nella redazione di Tutto MountainBike poi in quella di Motociclismo, ha raccontato il mondo delle due ruote con e senza motore..
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Ha una predilezione per le moto da fuoristrada agili e snelle, che si arrampicano sulle salite impervie come stambecchi e per le bici gravel perché combinano la levità del mondo road con la solidità delle tuttoterreno. Fanatica di grafica e design, crede che un bel font possa svoltare la giornata. Le piacciono gli eventi che propongono sfide e i viaggi che diventano storie. Meglio se con un significativo dislivello e buona compagnia. Ama il linguaggio epigrammatico dei social, quello che dice tanto con poco, quello in cui ogni parola pesa, ma sembra volare (Calvino docet).
Nel 2025, all’indomani della chiusura della ‘Bibbia del motociclismo’ in cui è stata prima redattrice e poi caposervizio (totale 24 anni), insieme a Mario Ciaccia, ha fondato Bradipo Connection, una agenzia che si occupa di contenuti giornalistici, comunicazione, eventi e viaggi. Ha un’insana attrazione per gli asini, i cani enormi (bava compresa) e le avventure (anche editoriali) azzardate.
MASSIMO DI TRAPANI
Da ragazzino la fotografia era già parte della sua vita, anche se in modo molto “artigianale”: passava il tempo nella camera oscura di casa con suo papà, che aveva costruito l’ingranditore. Ben presto, utilizzando le macchine fotografiche economiche ma reflex (Olympus OM-10), scopre il gusto di catturare immagini con le proprie mani. La vita poi lo porta verso l’informatica: lavoro da ufficio, server e codice, ma la passione per l’immagine non lo abbandona mai.
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E nel suo ufficio incontra chi gli mette in mano una videocamera e lo convince che il suo posto non è dietro a un monitor, ma dietro a un obiettivo. La svolta professionale arriva negli Stati Uniti, dove vive per quattro anni, approfondendo e affinando tecnica, metodo e occhio visivo. Al ritorno in Italia inizia a collaborare con riviste e Case di moto, sua passione da quando ha 17 anni, fino a trovare il suo ambiente ideale: rally e fuoristrada. Oggi lavora con un team di assistenti, è pignolo fino al limite della sopportazione, stacanovista per vocazione, ma sempre misurato e professionale. Preferisce far parlare le immagini — anche se prima le controlla infinite volte.
Vive a Cantù, ma è quasi sempre altrove, in giro per il mondo a realizzare shooting. Quando non è su una speciale o nel deserto, probabilmente sta arredando maniacalmente il suo furgone, non un semplice mezzo di trasporto, ma una vera base operativa su ruote. Dentro c’è tutta la sua attrezzatura fotografica, organizzata al millimetro.
fabrizio ricupito
Dal liceo artistico di Pescara, nell’84, dove grazie al mitico Ettore Spalletti ha scoperto la grafica, è approdato all’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano e nel 1988 si è diplomato in product design. Durante gli ultimi 2 anni di scuola ha avuto la prima esperienza lavorativa nello studio L/O design dove ha lavorato su progetti di mobili per ufficio, sedie e cucine apprendendo a sviluppare i progetti attraverso la realizzazione di mock-up utilizzando qualsiasi materiale.
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Nel 1988 ha intrapreso la libera professione operando nei più disparati settori, dalla ceramica al mosaico, dagli occhiali ai piccoli elettrodomestici per poi focalizzarsi su prodotti legati al mondo sportivo. È in questo ambito che ha progettato caschi, abbigliamento e tanti accessori spaziando dal mondo bike, moto e montagna.
Ha collaborato con brand come Clover, Castelli, Briko, Decathlon e Yamaha. Dal 2000 insegna allo IED, per passare il testimone (e qualche trucco del mestiere) ai futuri geni del design. Tra le mie ultime “follie creative”, c’è anche il logo di Bradipo Connection (la società di Marioe Paola) e di Zampetting on the moon…
Simone Collina
Originario di Bologna, durante il liceo (siamo nel pieno degli anni “90) guardava dalla finestra della camera gli scooter elaborati dal mitico “vicino di casa” Rino Caracchi, che impennavano lungo via Signorini, a qualche km dalla Ducati. Partito per la Francia ed il Regno Unito dopo gli studi, si avvicina al mondo della fotografia e del design collaborando soprattutto con studi di architettura, dove è nato il suo amore per la grafica e la comunicazione; ambito nel quale opera oggi, occupandosi principalmente di Web Design e Copywriting.
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Le immagini ed i contenuti di questo sito per lui riportano sullo schermo il fascino patinanto di quelle foto a volte sgranate che gli facevano sognare a 16 anni di poter cavalcare una Cagiva Mito o una Yamaha TZR. Chi lo conosce sa che ha dovuto accontentarsi di un’Aprilia Amico (elaborato chiaramente).