Esattamente 23 anni fa, ovvero il 2 marzo del 2003, in occasione dell’uscita sul mercato italiano dello scooter che si rifiutava di sembrare uno scooter, l’Honda Zoomer, diventato iconico in Europa solo a posteriori, mentre in America (aka Ruckus) è ancora in listino, Mario ed io decidemmo di portarlo nel luogo che, a Milano, contava la più alta concentrazione di skater, la Stazione Centrale. Chi ha amato questo mezzo col muso da insetto e il corpo ridotto all’osso (letteralmente) può capire immediatamente il legame che aveva col mondo street.
Lo spazio sotto la sella era pensato per accogliere uno skate; più in generale, l’intero concept parlava ai giovani senza mai dichiararlo. Perché dirlo esplicitamente avrebbe significato tradirne lo spirito. Honda voleva suggerire: “So come vi muovete in città”. Senza ammiccamenti forzati, senza linguaggi costruiti a tavolino. Agli skater non doveva piacere perché “era per skater”, ma perché era un 50 cc funzionale, semplice, robusto, personalizzabile e leggermente fuori posto — proprio come loro. Funzione prima della forma. Anzi: forma che nasce dalla funzione. Telaio a vista, sella sospesa, zero carene, gomme generose a promettere stabilità. Un oggetto sincero, quasi brutale nella sua essenzialità.
Noi quel giorno in Stazione Centrale arrivammo con l’entusiasmo dei re magi che portano i doni giusti nel luogo e nel momento più opportuni. Ebbene, ci ricordiamo ancora oggi gli sguardi persi nel vuoto, le risposte evasive quando cominciammo a incalzarli dicendo che era arrivato il “LORO MEZZO”. Insistemmo, testardi, cercando una scintilla, un segnale di curiosità. Nulla. Non erano interessati al mondo dei motori. Se proprio avessero dovuto scegliere un mezzo, sarebbe stata un’auto. Più avanti, forse.
Noi quel giorno ce ne tornammo in redazione con la coda fra le gambe e quell’incontro si rivelò profetico: in Europa le vendite furono tiepide, le normative sempre più stringenti e un mercato che chiedeva sottosella chiusi, linee rassicuranti, scooter che facessero tutto non aiutarono questo mezzo spartano e anticonformista a trovare la sua strada. La Zoomer non voleva fare tutto. E non voleva piacere a tutti. Era un prodotto di nicchia che si è in qualche modo riscattato, a posteriori, nel mercato dell’usato, dove tuttora ha prezzi altissimi. A non riscattarsi, purtroppo, è stato il motociclismo. Non è riuscito a parlare davvero alle nuove generazioni, che sembrano cercare altrove le proprie priorità — e forse anche la propria idea di libertà.
Una risposta
Forse sarebbe stato un mezzo con maggior successo commerciale se avesse avuto un sottosella chiuso o che si potesse chiudere ed una versione 125 o 150 uniti ad un prezzo basico.