La domanda: voi che leggete siete tutti vergini? Non stiamo parlando di sesso, ma di multe prese con l’autovelox. Di quando guidate felici la vostra moto, tornate a casa, passano un po’ di giorni e vi arrivano quelle buste color verdino che dicono che avete bruciato un velox e dovete sganciare un sacco di soldi. Se, poi, quella cazza di busta arriva dalla Svizzera, allora avete il permesso di riempire le mutande di roba non edibile.
Il Diagonalone
Anche alla Dakar i piloti, a fine tappa, hanno quel genere di ansia, per quanto possa sembrare incredibile, essendo una gara di velocità. Oggi si sono sparati 920 km, hanno fatto un diagonalone dell’Arabia Saudita apparentemente degno delle Dakar del passato (ma con 590 km di trasferimento asfaltato) e non hanno stracciato le gomme perché – finalmente – c’erano tante dune di sabbia. Essendoci la sabbia e chiamandosi uno dei piloti Daniel Sanders (ovvero sabbiatori), costui non poteva fare altro che battere tutti e così, con un distacco di quasi 5 minuti sul secondo, si sarebbe portato in testa alla Dakar con un buon vantaggio. Ma lui stesso s’è reso conto di stare andando a 100 km/h in un tratto col limite dei 50, quindi all’arrivo non scodinzolava la coda dalla soddisfazione e infatti, puntuale, s’è preso 6 minuti di penalità. Dopo Ross Branch e Tosha Shareina, ecco un altro big punito dai vigili urbani. Quindi Daniel è in testa, ma con Brabec che gli soffia sulle chiappe a meno di un minuto.
A Riyadh, la capitale, metropoli da quasi 8 milioni di abitanti, con grattacieli alti 300 m e 25° più che a Milano, domani ci sarà la giornata di riposo, alla quale sono arrivati cinque italiani su sei, tutti compresi dentro i primi 70 della classifica. Tommaso Montanari, ventesimo, ci illude in una plausibile top 15.