True bike stories. Not serious

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Adrie Van Beveren vince la tappa 10.
Adrie Van Beveren vince la tappa 10.

DAKAR 2026, TAPPA 10, IL COLPO DI SCENA

Adrie Van Beveren, finalmente, vince ma Daniel Sanders si rompe una spalla: finisce la tappa, ma crolla in classifica. Adesso in testa ci sono Ricky Brabec e Luciano Benavides, divisi da meno di un minuto

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Quando hanno presentato la Dakar 2026, la decima tappa era stata promessa come quella con più dune di tutte. Una roba da specialisti della sabbia, infatti tra le moto ha vinto Adrien Van Beveren, il francese che ha vinto tre volte l’Enduropale del Touquet. Alla partenza della speciale era tutto sorridente e si diceva sicuro di fare una grande tappa. A vederlo guidare, in tv, si gode. Ma forse gode ancora di più lui. Emblematico il suo sorpasso ai danni del compagno di squadra Skyler Howes, che al contrario non si trova sulla sabbia ma vola sulle pietre: “Quando Adrien mi ha superato, non ho provato a seguirlo neanche per un metro, l’ho lasciato andare”. Come a dire: sulla sabbia, Van Beveren fa un altro sport.

Il colpo di scena

La caduta di Sanders non era imprevedibile, semplicemente perché la Dakar è pericolosissima e ogni giorno sappiamo che chiunque, tra quelli che prendono il via, possono farsi male. E quasi ogni giorno ricordiamo qualcuno che è morto (tre giorni fa Fabrizio Meoni, oggi Thierry Sabine). Per fortuna in questa edizione stanno facendosi male in pochi, ma la botta che Daniel ha preso oggi è una delle più significative del 2026. L’australiano ha spiccato un balzo dalla cima di una duna, al km 138 della prova speciale, è caduto e s’è fatto molto male a una spalla. Lui ha parlato di “clavicola e sterno rotti”, ma non abbiamo ancora dati ufficiali. Brabec e Shareina si sono fermati a soccorrerlo e i commissari di percorso hanno sottratto il tempo passato con lui. Daniel si è rialzato e ha provato a finire la speciale: mancavano ancora 230 km, ce l’ha fatta ma andando “piano” e così s’è piazzato sedicesimo, staccato da Adrien Van Beveren di quasi mezz’ora.
Mentre scriviamo lui assicura che partirà domani, ma non sappiamo ancora se ha avuto l’ok dai medici.

Classifica stravolta

Adesso Riky Brabec è primo, con meno di un minuto di vantaggio su Luciano Benavides, un quarto d’ora su Tosha Shareina, circa diciotto minuti su Daniel Sanders, poco meno di quaranta su Skyler Howes e quasi un’ora su Adrien Van Beveren. Questo ha perso mezz’ora per il famoso fil di ferro intorno al mozzo e poi un’altra mezz’ora perché non aveva abbastanza feeling con la moto nelle tappe precedenti. Da tre tappe lo ha ritrovato, oseremmo dire troppo tardi.

Van Beveren, che figo

C’è sempre piaciuto. Ha debuttato nel 2016, a 25 anni e colpiva gli spettatori perché era un figaccione biondo ricciolone che guidava con grande stile sulla sabbia e impennava ogni volta che l’elicottero lo inquadrava. Sesto nel 2016, quarto nel 2017, nel 2018 era in testa a poche tappe dalla fine grazie a un colpo da maestro nella navigazione quando è caduto nel letto di un fiume, facendosi parecchio male. Nel 2019 è caduto ancora peggio, finendo come un fantoccio senza vita contro una roccia. Altri ritiri nel 2020 e ‘21, il suo morale era sempre più a terra.
Ma non ha mai mollato e dal 2022 non solo è riuscito a finire tutte le Dakar, ma finendo sempre tra i primi: quarto, quinto, terzo e terzo. Al momento è sesto, mancano solo tre tappe ma i distacchi sono pesanti e difficilmente riuscirà a fare meglio di così. Ma resta un figo lo stesso.

Paolo Lucci, che nervi

Il toscano è arrivato nono, oggi. Top ten! Ma è fuori classifica, per avere fatto fuori mousse, gomme e cerchio durante la seconda giornata della marathon. In questa seconda giornata di marathon le cose gli sono andate al contrario. Che nervi che sia fuori classifica. Viene in mente l’impresa di Danilo Petrucci, che vinse la sua famosa tappa alla Dakar dopo che un guasto lo aveva fatto uscire di classifica. Su quella mitica vittoria di tappa i fan della Dakar sono ancora divisi: c’è chi dice “Se ha vinto con così poca esperienza, chissà che sfracelli avrebbe fatto se avesse continuato” e chi risponde “Ha vinto proprio perché aveva poca esperienza e aveva corso oltre ogni limite, prendendo troppi rischi”. A favore di questa teoria le numerose cadute ad alta velocità che fece nelle tappe successive. Ma poi Danilo la Dakar non l’ha più fatta, quindi non sappiamo come sarebbe andata a finire.

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