
Marocco. Terza tappa, Tagounite-Assa, 440 km paralleli al confine con l’Algeria. Paesaggio spaziale, in tutti i sensi.
Scena tipo film western, i commissari di gara all’arrivo vedono arrivare tre moto-cowboy in lontananza, immaginiamo con i fari accesi e la nuvola di polvere dietro di loro. Sono Alex Botturi, che è partito per primo ed ha aperto la pista a lungo, Jean Loup Lepan, che è partito alle sue spalle e lo ha acchiappato e Thomas Marini che, essendo partito per quinto, se lo ha raggiunto vuol dire che gli ha mangiato un quarto d’ora. Nei rally moderni, se non succedono cose (guasti, cadute, errori di rotta) è difficile che un pilota riesca a rimontare così tanto davanti a lui. In generale ciò succede se davanti navigano su terreno vergine lasciando tracce sul suolo, ma anche se chi segue guida come un demonio. Per dire, Jacopo Cerutti partiva davanti a Marini, ma ha sbagliato strada un paio di volte e non ha raggiunto Botturi.

E così, a fine speciale, i primi quattro piloti sono divisi tra Thomas Marini (30) e gli altri tre che lo guardano come se fosse un alieno: Kevin Gallas (171), Jean-Loup Lepan (176) e Alessandro Botturi (2). Foto Alexis Blondel.
Marini, una miscela esplosiva
Come dicevamo ieri, Marini è di San Marino (se fosse di San Gimignano si chiamerebbe Gimignani, che lo diciamo a fare?), ha 25 anni ed ha trascorsi mondiali nel cross e nell’enduro, ma da un po’ di tempo si è dato anche al motorally: una miscela che ha dato vita a un pilota nel pieno delle forze che guida ai massimi livelli e sa pure navigare.

Jacopo Cerutti si complimenta con lui subito dopo l’arrivo.
Per cui ci sbilanciamo nel fare un pensiero al contrario: alla AER di solito vanno piloti che hanno corso la Dakar, magari ad altissimi livelli, ma che sono entrati in fase calante o non hanno mai trovato una squadra ufficiale e così passano alla AER. Qui abbiamo un caso opposto: un pilota ancora alle prime armi (ma solo nei rally africani, eh), che sta sbocciando e che potrebbe usare la AER come trampolino di lancio per correre alla Dakar. Del resto corre per un team, il Solarys, che partecipa a entrambe.

Il baffuto Lepan, ad esempio, da privato ha corso diverse Dakar, entrando anche nella top 15 come nel 2024 (foto Alexis Blondel).
Poi, come dicevamo ieri, s’è spaccato tutto alla vigilia della Dakar 2025, ha passato un lungo periodo di riabilitazione e adesso è terzo nella generale della AER, staccato di 6 minuti da Marini. Cerutti e Botturi sono quarto e quinto, entrambi lontani dalla vetta di circa 9 minuti.

Cerutti salta agile come un gatto (foto Flore Layole, Rally Cool).

Sembra che Jacopo fosse molto stanco, all’arrivo, perché è stata una tappa tosta per le bicilindriche (foto Alexis Blondel).
Kevin il Gallo
Per questa Africa Eco Race immaginavamo che ci sarebbe stato nuovamente il duello tra Botturi e Cerutti, con l’inserimento di Paulin, ma come vediamo ci sono altri attori.

Kevin Gallas, ad esempio, con un terzo e secondo posto adesso è subito dietro a Marini nella generale, a 5 minuti di distanza (foto Flore Layole, Rally Cool).
Kevin è tedesco, va per i 30 anni, è nato a Karlsruhe e ha iniziato a fare trial da bambino, con una Yamaha PW50. Ma la sua vera passione era l’enduro. Come spesso capita a chi arriva all’enduro dal trial, s’è dato all’estremo. Ha vinto il titolo mondiale junior di SuperEnduro. Ma poi è rimasto affascinato da Pol Tarres, che faceva estremo con la Yamaha Ténéré. Lo spagnolo lo ha incoraggiato ha seguire le sue tracce e gli ha pure pagato la partecipazione al Romaniacs.

Per Kevin, la Ténéré è una moto totale. Dice che può andarci in giro con la ragazza, vedere qualsiasi posto e sa che con la stessa moto ci può arrivare. Beato lui…

Con un sesto e un quarto posto, Paulin al momento è sesto nella generale, con circa 12′ di ritardo da Marini. Diciamo che, per ora, sta mantenendo un basso profilo (foto Alexis Blondel).
La sezione romantica
Riguarda gli italiani, i veterani e Lolo con la Yamaha Turbo. Lui oggi ha finito, il suo scopo è arrivare fino alla fine.
Ma se Paulin scrubba le dune con la T7 aspirata, cosa farà Lolo col turbo? Salti da 180 metri?

No, zampetta (foto Alexis Blondel).
Invece si è ritirato Marc Joineau, il leggendario quasi settantenne protagonista delle Dakar 1982-1983 di cui speravamo di avere una foto UomoMezzo. Ci sa che rimarrà un desiderio inesaudito. Anzi, di lui non abbiamo neanche una foto in azione. E neanche alle verifiche tecniche. O ai pasti. Niente, nulla. Ciao, Marc.
David Frétigné invece ha finito nei primi trenta.

Tra i nostri, nel team Aprilia il giovane Marco Menichini ha scavalcato Cecco Montanari, dandogli una ventina di minuti (foto Flore Layole). Così i due in classifica sono rispettivamente nono e decimo, staccati tra loro di cinque minuti.
Matteo Bottino è 18°. Dopo la seconda tappa ha raccontato, con grande sincerità, di avere perso un sacco di tempo sbagliando strada e di avere fatto un pezzo con Gallas, rendendosi conto che quello è un manico inarrivabile. Detto da lui, che a sua volta è un gran manico, fa impressione.

Sebastiano Antonello, ottimo 19°, sta rispettando la media di una foto-rizza a tappa (foto Alessio Corradini, Rally Cool).
Andrea Vignone è ancora in gara con la sua GASGAS 700, al momento è 37°.

Nella sfida padre-figlio Bettini, Tommaso è 56° e Mirco 58°, separati da un quarto d’ora (foto Corradini).

Carmelo Palmer è 55° nella generale (foto Corradini).

Di Giuseppe Pozzo, per ora, abbiamo questa foto: Corradune ha centrato il serbatoio portante della sua bella KTM 500 Prades, con la scritta beneaugurante “Arrivo Dakar”. Per ora è 74°.
Dei 17 italiani partiti ce ne sono ancora 15: dopo Luca Perna è toccato uscire di scena a Paolo Caprioni, che è caduto e si è fratturato polso e costole.

Paolo mentre viene soccorso, fotografato da Alessio Corradini.

Alessio (qui con Flore) stava dronando a 1,8 km di distanza quando ha notato l’incidente. Per fortuna, Paolo non ha riportato conseguenze gravi, a quel che sappiamo.
Il Mostruoso Corradini sta facendo un lavoro mostruoso. Ieri sera è tornato al bivacco alle 22 e ci ha spedito le foto alle 6.30 di mattina.

Alle 8.30 era già appostato qui sopra, nella speciale di 483 km tra Assa-Khnifiss. Per cui una domanda è lecita: ma il Mostruoso Corradini la fa, la nanna?
3 risposte
Grazie Mario Ciaccia e Alessio Corradini! Siete fantastici 👏 In Italia siete ormai tra i pochissimi veri esperti di questo settore e non vi risparmiate mai per tenerci aggiornati, con passione, competenza e una cura incredibile dei dettagli. Così ci fate vivere e godere fino in fondo la nostra passione per questo sport. Grazie davvero!
Davide Peruzzi = la gioia di fare questo lavoro. Grazie di esistere.
Grazie ragazzi per le belle foto e gli aggiornamenti