Bevagna, la bomboniera

Bevagna, in attesa della partenza (foto Rally Cool).
La proposta di manifestazioni adventouring ormai è fin troppo ricca. Il Queen Trophy si distingue perché l’organizzatore è un motoclub e questo gli conferisce un’atmosfera calda e familiare. Dura tre giorni e, normalmente, si svolge appena siamo tornati dalle ferie: come quest’anno, quando si terrà dal 4 al 6 settembre. Con consiglio di arrivare a Bevagna (PG), alle porte di Foligno, almeno il 3 settembre, perché la sede del moto club è un paesino bomboniera, iscritto all’associazione dei borghi più belli d’Italia.

Anche se in foto ci vedete le moto, qui una passeggiata è a misura di qualsiasi gamba e il fascino di certi angoli medioevali ripaga quelle poche centinaia di metri in zona strettamente pedonale.
La sua storia è ricchissima, non stiamo qui a riassumerla perché… c’è Wikipedia. Ma vale la pena leggerla. E poi si mangia benissimo.

L’uovo alla Cracco che viene servito da Ottavius nel vicolo del Gonfalone.

Tornando al Queen, la coreografia dei gonfiabili a partenza e arrivo ci sono ma anche qui la differenza la fa l’atmosfera di chi ti accoglie.
Cesare e l’Umbria
Se non sono enduristi sono madri – mogli – fidanzate – figli e nipoti degli enduristi, che ti considerano come un ospite che ha un nome prima del numero di iscrizione. Scordatevi i vuoti salamelecchi dalla rude indole umbra, ma aspettatevi sguardi dritti negli occhi. Quanto messo in piedi dall’organizzazione è solo sostanza, e se qualcuno vede della fuffa è per gratificare il partecipante, non chi resta all’esterno del nostro mondo di pura passione.

Staff, partecipanti, fan e Cesare al centro (foto Rally Cool).
Il Queen si chiama così perché quando nacque oltre al giro c’era un “concorso di bellezza” per moto, che poi nel tempo è passato sempre più in secondo piano, tutti concentrati solo sul godersi la guida di tassellate nell’Italia centrale.

Nel 2021 vinse questo inglese di Leeds con una Honda Africa Twin rivista da Boano.
Quello che non è cambiato è l’ambiente del Queen. Nelle salite più impegnative potresti trovarti come compagnia della spinta i nipotini di Cesare Pompei, da sempre presidente del club umbro, in sella da adolescente fino ad oggi, quando sono 76 le candeline da spegnere. Oppure Cesare stesso, che sta all’interno della sua manifestazione sul campo, lungo i sentieri, e non in un ufficio collegato via telefono.

Qui sta arringando la folla, al ristorante: “Ma se ci riesco io con la Dominator e le gomme da strada!” (foto Rally Cool).
Cesare non ha mai partecipato a gare se non sotto la veste di organizzatore: siamo in vista del traguardo delle cento manifestazioni, ma in moto ci va oggi come allora, passando dal Garelli che rubava a papà e nonno, fino all’attuale Honda dual passando per tutte le esperienze più tradizionali dell’appassionato, la maxienduro bicilindrica, la grossa 4 tempi (una veramente scorbutica, la Husqvarna 510 TE…), l’agile 250 4T… “Una delle soddisfazioni maggiori è ricordare i 500 corsi di scuola guida ai giovanissimi che abbiamo tenuto dal 2015 al 2020. Nel 2016 nacque il Moto Club Pepe di Bevagna”.

I percorsi sono il piatto forte di questa manifestazione, dove si vedono l’esperienza, la conoscenza del territorio e il lavoro che c’è dietro. Cesare, infatti, traccia percorsi in fuoristrada in Centro Italia da oltre 40 anni, quindi conosce ogni viottolo (foto Rally Cool).
Facile, medio, difficile
La traccia Standard non ti fa mai annoiare, sia che si guidi una bicilindrica sia una dual più preparata per il fuoristrada, e di tratti banali non ce ne sono, anche se si arriva a fine tappa meno trafelati che non con le altre due. La Expert è riservata ai più allenati, a chi gode nell’affrontare qualche tratto di vero enduro e comunque ha il fiato per condurre anche una bicilindrica ma che sia ben gommata. La via di mezzo, la Advanced, è una goduria ed una sorpresa continua, quella che ti soddisfa e gratifica senza mai metterti davanti ai tuoi limiti, il percorso che ti fa capire perché hai messo quelle gomme lì, hai quelle sospensioni lì, la tua moto è fatta così…

La Advanced comunque non è rilassante: capitano spesso delle pietraie in salita dove chi si pianta crea tappi e cadute a catena. Se hai una bicilindrica devi sapere guidare, insomma.

I tratti difficili non sono fini a se stessi, ma spesso fanno la differenza tra l’arrivare in cima a luoghi panoramici (come Cima Mutali, sopra) o restare in fondovalle.
L’attuale formula delle tre tappe ha trovato la sua declinazione migliore con lo spostamento al sabato della “lunga”. Un venerdì “normale”, quando le forze sono fresche e c’è tanta voglia di girare. Si arriva a pomeriggio – sera con la voglia di una doccia e della cena conviviale, spesso in location di prestigio (i pasti, al Queen Trophy, sono tra i più buoni, nel campo degli eventi per moto). Il sabato prevede sveglia prima dell’alba, partenza ai primissimi chiarori, colazione panoramica, imperdibile ed indimenticabile per l’abbondanza e il gusto di quanto circonda la vista e si trova al buffet, quindi via via via fino alla seconda doccia e cena di gala.

La sveglia col buio per vedere l’alba dalla cima di una montagna è una delle caratteristiche forti del Queen Trophy. Qui siamo sul Monte Catria, nel 2020.
La domenica si rientra su Bevagna, dopo aver circumnavigato l’Italia Centrale, perché dopo il pranzo c’è da riprendere la strada di casa. Spurgati di ogni tossina. Noi ci siamo sempre divertiti.

La locandina dell’edizione 2026, che si terrà dal 3 al 6 di settembre.
Con il ricavato il Queen promuove l’attività sportiva dei pilotini più giovani nel cross e nell’enduro. Che da parte loro ripagano il sodalizio con il prestigio di vittorie in trofei e campionati. Nel 2026 il giovanissimo Gabriele Melchiorri, 12 titoli nazionali da quando ha iniziato a correre nell’enduro, e sempre col MC Pepe di Bevagna, partecipa al Mondiale Enduro, dopo l’esperienza della Sei Giorni portata a termine l’anno passato, e compare nella ristretta lista dei Talenti Azzurri. Ecco, chi partecipa al Queen Trophy contribuisce allo sviluppo dello sport motociclistico ed a sostenere l’attività sportiva di appassionati come lui.
Adventouring: una questione di peso
L’adventouring unisce turismo e guida fuoristrada e sono queste due caratteristiche che ne hanno decretato il grande successo. Sono oltre dieci anni che le manifestazioni si sono moltiplicate, e continuano a farlo, anche perché per organizzatori e motoclub sono quasi sempre motivo di guadagno, per i primi, e autofinanziamento per le proprie attività, per gli altri. La Federazione Motociclistica Italiana vuole da sempre salvaguardare l’aspetto turistico e l’animo non competitivo degli adventouring, giustamente perché nelle gare si rischia sempre di portare decine e anche centinaia di fuoristradisti scatenati ad attraversare zone abitate, magari riservate ai fine settimana in famiglia, con velocità e quindi pericoli e disagi (polveroni, strade disastrate) e questo comporterà prima o poi (più prima, già adesso stanno tornando restrizioni alla circolazione) maggiori difficoltà nell’ottenimento di permessi e una immagine nuovamente negativa per i fuoristradisti.

Nell’adventouring vince chi se la gode di più, dal panorama alla compagnia alle tavolate ecc.
Ma c’è sempre chi ha bisogno di sfogarsi e vuole partecipare con una moto racing. Uno dei paletti imposti ai regolamenti di queste manifestazioni, perché non vengano snaturate, è quella di regolamentare le moto ammesse, con un limite minimo di peso di 150 kg proprio per escludere le più specialistiche. Ma è un argomento in continua analisi di riflessione, perché proprio moto più leggere e facili sono preferite da chi si sente poco allenato ed esperto. E una moto pesante e meno agile lo metterebbe in difficoltà.

Soprattutto in questo periodo si stanno diffondendo moto da enduro leggere ma tranquille e non racing, perfette per questi eventi ma, spesso, pesanti meno dei fatidici 150 kg: e la FMI non assicura le moto pesanti meno di tale limite (foto Rally Cool).
In parte la restrizione viene mitigata lasciando liberi gli over 65 e le donne, oltre a moto iscritte al registro storico con più di 20-30 anni. In attesa che nasca l’idea giusta, per capire se la propria moto può essere usata negli adventouring, bisogna fare riferimento al peso omologato. Sul libretto di circolazione le righe relative al peso omologato sono le F, nella maggior parte dei casi il dato è al rigo F2 e a quel dato vanno sottratti 75 kg se la moto è omologata per uno e 75+75 se omologata per due. Esempio, la Honda CRF300L che inizia ad essere una delle moto più usate per gli adventouring, all’F2 sul libretto prevede 304 kg, quindi meno 150 kg si arriva ai 154 kg che consentono di usarla in questi eventi anche se, sulla bilancia, ne pesa 136 reali. Partecipare con una moto teoricamente non ammessa dal regolamento della manifestazione cui ci si è iscritti crea problemi assicurativi che sono origine di contenziosi che sostituiscono gli abbracci e le pacche sulle spalle che ci si scambia tra i frequentatori degli adventouring.
Una risposta
Mario, a Bevagna e’ tipica una pasta secca fatta con…le patate.