Come rovinarsi un’Eicma. Ancora negli anni ’90 le novità venivano gelosamente nascoste fino ai giorni dell’esposizione. Andavi là, anche se eri un giornalista, senza avere idea di cosa avresti trovato. C’erano le voci che giravano, ma erano sempre garantite grosse sorprese.
Poi la stampa ha iniziato ad avere delle anteprime. Le Case inviavano foto, schede tecniche e spiegazioni delle moto che sarebbero state esposte, ma con l’obbligo di non divulgare tali notizie.
Adesso… Boh! Mancano pochi giorni ad Eicma e stanno già girando in rete, volutamente, foto, video e informazioni delle moto che saranno esposte, come la Moto Guzzi T500 o la Kawasaki KLE 650. Ma che gusto c’è?
Detto ciò, parliamo di questa interessantissima Kawa.

Ci piace quando una moto nuova viene presentata insieme a una tenda.
Cosa troviamo di così strano nel proporre una adventure bicilindrica da 650 cc in vista del 2027? Apparentemente nulla, ma quello che ci colpisce è che Kawasaki aveva questa moto quasi pronta già nel 2006. Se vogliamo, è una storia un poco simile a quella della KTM 690, che è stata presentata nel 2007: la gente si aspettava la versione Adventure sin dal 2008, ma è arrivata solo pochi giorni fa (chiamata Rally, ma pur sempre di adventure si tratta).

Già nel 1991, Kawasaki aveva in catalogo una bicilindrica da fuoristrada, la KLE 500.
La Casa giapponese cessò la produzione di questo modello proprio quando ha presentato la Versys 650, nel 2007 e le due moto, per molti versi, erano una l’erede dell’altra, ma c’era una grossa differenza: la ciclistica adatta alle strade sterrate aveva ceduto il posto a una stradale, addirittura sportiveggiante.

La KLE 500 era un mulo indistruttibile.
Ne abbiamo usate due per farci le vacanze estive del 2003 e del 2005, tra Sud Italia, Albania, Turchia e Germania, per un totale di 12.000 km. Ci feci pure la cavalcata Magna in Moto in Liguria, che era per monocilindrici.
Ci piaceva perché costava poco, era compatta, era robustissima, era proprio adatta a macinare chilometri.
Non ci piaceva perché aveva un motore poco emozionante, con poca coppia, una posizione di guida rannicchiata con manubrio e pedane arretrate, una sella troppo cedevole, pochissima luce a terra (180 mm) e in fuoristrada picchiava sempre sotto.
Kawasaki Versys, una KLE mancata?

Poi, come dicevamo, nel 2007 la KLE500 uscì di scena e, al suo posto, arrivò la Versys 650.
Sembrava che la nuova avesse preso il posto della 500, però la ciclistica era prettamente stradale con cerchi da 17″ anche davanti, razze al posto dei raggi, sospensioni con poca corsa e tarate piuttosto rigide.
Su asfalto questa moto ci piaceva parecchio: aveva tanta più coppia, una posizione di guida d’attacco ed era molto precisa in curva. Ma in sterrato era una purga. A differenza della KLE500, questa non era proprio stata pensata per uscire dall’asfalto.
In quegli anni le enduro stradali erano in decadenza. Kawasaki avrà pensato che ormai più nessuno usava la KLE in fuoristrada, quindi tanto valeva che il suo testimone lo prendesse una moto più divertente sul bitume.

Nel 2019, però, c’è capitato di macinare un migliaio di km sulle Alpi, tra Carnia e Bergamasca, restando di stucco su come la Versys si fosse evoluta in una dozzina di anni.
Trasmetteva tutte le sensazioni positive delle enduro stradali usate in viaggio: postura eretta e naturale, sella comodissima, carena protettiva anche alle alte velocità, sospensioni morbide che copiavano bene buche e rappezzi, motore con tanta coppia, frenata potente e progressiva. Però aveva la ruota anteriore da 17″.
Per tutto il tempo ho pensato: quanto perderebbe su strada con la 19″? Poco o nulla. Quanto guadagnerebbe in versatilità? Tantissimo. Quanto costerebbe a Kawasaki farne una versione X con, appunto, il cerchio anteriore da 19″? Niente, considerato che un sacco di gente l’avrebbe comprata, anziché rivolgersi altrove dato che questa aveva la 17″.
Ma la Kawasaki KLE 650 non è una Versys con il 19″

Quindi questa moto si merita l’ingresso nella nostra serie “Strane Scelte” perché arriva solo adesso, anno 2026 quando, in fondo, Kawasaki l’aveva quasi fatta 20 anni prima.

Ma non si tratta di una Versys col 19″ davanti, anche perché in realtà l’avantreno è da 21″ (ancora meglio, dal nostro punto di vista). Come si vede telaio (bello verde, eh!), sospensioni, forcellone, cerchi, scarico e freni sono tutti nuovi. Cerchi 21″-17″, forcella da 210 mm di corsa, retrotreno con escursione alla ruota di 196 mm.

Come si vede, il telaio non è neanche lo stesso della 500. Questa ha un motore da 450 cc e 48 CV creato quasi ad hoc, fasato a 270°, che nel 2027 sarà disponibile anche con frizione automatica Smartride.

Invece la 650 ha il vecchio Versys con perni di manovella a 180°, aggiornato con il comando dell’acceleratore Ride-by-Wire. Vengono dichiarati 70 CV e un’erogazione ottimale ai bassi regimi, in vista dell’uso in fuoristrada. Ma se solo girasse come il motore del 2019, sarebbe a posto così.

Dal punto di vista elettronico c’è lo stretto indispensabile e non lo diciamo come un’accezione negativa: il controllo di trazione, il cruise control e l’ABS disinseribile su entrambe le ruote (ma non abbiamo capito se esiste anche la funzione che sblocca solo il posteriore). Le manopole riscaldate sono a richiesta.

La sella viene dichiarata a 870 mm da terra, il che procura gioia a chi è alto (così non avrà le gambe troppo piegate e potrà alzarsi in piedi facendo meno fatica).

Ma c’è anche quella ribassata, per chi ha problemi a toccare saldamente a terra.
Un enorme passo avanti, rispetto alla KLE 500 del 1991, la versione attuale lo ha fatto dal punto di vista della vita a bordo. La posizione in sella, sia seduti sia in piedi, è migliorata tantissimo e l’ergonomia è una delle cose più importanti per godersi la guida di una moto.
La speranza è che questa sei e mezzo sia tale e quale la sorellina. Esteticamente sembrano identiche, ma l’ultima arrivata dovrebbe essere leggermente più voluminosa.
La Kawasaki KLE 650 ha fior di concorrenti, ma costa meno
La nuova KLE si va a collocare in un segmento parecchio agguerrito, con alcune delle moto più vendute d’Italia come le Yamaha Ténéré 700 e la Honda Transalp 750. C’è anche l’Aprilia Tuareg 660, moto eccellente ma venduta, suo malgrado, in numeri inferiori. Quindi la domanda è: perché dovrei comprare questa? Beh, di motivi ce ne sono e variano dalla fedeltà al marchio, magari da parte di chi ha la Versys e ne apprezza le doti e l’affidabilità, all’aspetto estetico accattivante, però ce n’è uno che la mette sul piedestallo rispetto a tutte le altre: la versione base costa appena 8.290 euro.

Le Ténéré partono dagli 11.000, la Honda costa uguale ed ha la frizione automatica di serie, l’Aprilia parte da oltre 12.000. La Kawasaki invece è una moto giapponese (e quindi gode della nostra fiducia in termini di affidabilità e assistenza) che costa come una cinese. Come hanno fatto a tirar fuori una cifra competitiva con rivali che godono degli incentivi del governo del loro Paese e che, in sostanza, hanno prezzi drogati?
Kawasaki KLE 650 SE

Questa sigla identifica la versione ricca, che non stravolge più di tanto la già buona dotazione della base.
Con 1.500 euro in più abbiamo la strumentazione TFT connessa allo smartphone, il quick-shifter sia a salire sia a scendere, i cerchi tubeless, la presa USB-C, i paramani, un paramotore più esteso e un parabrezza più protettivo.

Questo è il paramotore di serie, che lascia esposta parecchia roba.

E questo è il SE.

La plancia di comando della base…

…e quella della SE.
Detto ciò, ribadiamo che queste cose avremmo preferito scoprirle ad Eicma e non davanti al pc, ma i tempi cambiano e non sempre in meglio, anzi. Mentre scriviamo sappiamo già che, prima che il Salone apra i battenti, avremo ogni genere di informazione nei confronti di altre due maxienduro chiacchierate assai, come la nuova Honda Africa Twin e una presunta Yamaha Ténéré.
Una risposta
Ciao Mario è sempre un piacere leggerti e avere la conferma che la penso sempre come te, o viceversa. Aggiungo qualche nota personale. Nei viaggi che organizzo in Thailandia la Versys 650 è una delle moto che do ai clienti di default ed è ottima per le strade sterrate, certo, con il 19 sarebbe meglio, ma anche così se la cava bene. In Canada e in altri posti, noleggio spesso la KlR 650 monocilindrica, che in quei paesi è ancora attualissima…e quella si che va bene per i viaggi fuori asfalto! La KLE 500, a quei tempi la consigliavo spesso per i viaggi lunghi sullo sterrato, ad esempio per la Patagonia ed era ottima, fui molto deluso, quando smisero di venderla. Io che sono alto 175 x 75 kg, la nuova Kawasaki 650 la vorrei con il 19, per metterla nel garage tra le mie Versys 1000 e la Sez 400, al posto della V Strom 650,😄 Un lampeggio !