Purtroppo sto invecchiando. Ieri ho anche scoperto di avere i dischi cervicali usurati. Ma c’è qualcosa che in me ancora non si logora. La follia. Dietro un viso un troppo angelico, ammetto, si cela una pazzoide, che cerca di contenere questo suo lato oscuro quanto più possibile. Ma ogni tanto esplode in maniera incontrollata. Ne sanno qualcosa i miei prof del liceo, che solo alla fine del quinquennio capirono che il mio 9 in condotta era del tutto immeritato. Sicuramente è frutto di questa mia vena irrazionale l’evento più insensato da me ideato e proposto ai lettori di Motociclismo nel 2016. Non mi piace fare la nostalgica, e credo anche che non sia giusto richiamare alla memoria eventi legati ad un corso che si è chiuso e ad una testata che a maggio prossimo dovrebbe ricominciare la sua attività (con una nuova redazione) e a cui faccio un grosso e caloroso “in bocca al lupo”. C’è però da dire che Motociclismo ha assorbito gran parte della vita mia e di Mario, dal 2000 al 2024, pertanto, potete comprendere quanto il nostro archivio (fisico e mentale) di ricordi sia connesso a quella rivista. Ebbene, nel luglio di 10 anni fa, per rinfrescare uno degli ultimi weekend prima delle vacanze estive, organizzammo “Ho fatto splash!”, nel Parco dell’Adda Sud.
Quando mi è venuta l’idea di un contest acquatico per rinfrescare uno dei caldi pomeriggi di luglio, me lo immaginavo ingenuamente ambientato in uno dei tanti corsi d’acqua italiani una sorta di «giochi senza frontiere» in versione fluviale con diverse prove e tanti schizzi… , senza pensare all’ impatto ambientale che avrebbe avuto, Poi ci siamo resi conto che avremmo scombussolato degli ecosistemi e invaso il demanio idrico per cui c’era una sola via percorribile: quella delle rogge, ovvero i canali artificiali creati per l’irrigazione dei campi, molti dei quali privati. Quello dai noi scelto per ambientare «Ho fatto splash!» si trovava nella favolosa cornice agreste di Bertonico (LO), esattamente nella tenuta della famiglia Pastori, proprietaria della Cascina Case Nuove e di tanti ettari di terra intorno ad essa. Ci ha fatto scoprire quest’oasi l’uomo che in Italia forse più s’intende di canali e navigli, Luigi Corrù, organizzatore della “Sette Guadi”, gara di enduro che si è disputata dal 2006 al 2012, nella campagna tra Crema e Lodi.
Il programma prevedeva tre prove, ognuna delle quali serviva per accumulare punteggio utile per la gara che avrebbe premiato i migliori tre con “trofei” forniti dagli sponsor tecnici dell’evento: Tucano Urbano e Amphibious, due marchi specialisti della impermeabilità. La prima e la seconda prova erano contemporanee: si doveva percorrere in moto (ma anche in bici) per due volte un anello di 1,5 km, parte del quale coincideva con un tratto di roggia. La sfida consisteva nel replicare nella seconda manche lo stesso tempo della prima. Ma non è tutto: si doveva ripartire dopo aver fissato sulla moto una borsa Amphibious piena d’acqua, che sarebbe poi stata pesata una volta concluso il percorso (più pesante era, più punti si guadagnavano). Mentre si attendeva che gli altri concorrenti facessero i loro giri, si doveva affrontare in una sfida di velocità nell’acqua, senza moto ma con l’antipioggia Tucano Urbano.
Sapete qual è la cosa più sorprendente di quel caldo pomeriggio di luglio? Scoprire che non eravamo gli unici folli a divertirci in simili giochi, anche se ciò voleva dire annegare il motore della propria moto… vero Tommenodiciotto? Vogliamo credere che quella crew di squinternati sia ancora qui, tra noi, ci continui a seguire e non aspetti altro che partecipare a nuovi giochi pazzi…
10 risposte
Io c’ero! Ma sono dovuta andare via prima e non ho fatto splash!
Aspetto la seconda edizione
Non mi ricordavo ‘sta cosa… dobbiamo assolutamente organizzarne un’altra!
un abbraccio
Paola
Paola, sei tu con la AT?
No, è un uomo 😁
PS:
Avresti voglia di rifare i giochi senza frontiere?
Yes!
Quindi da dove cominciamo?
Cominciamo dall’individuare i giochi, in base a quelli il luogo dove farli. O viceversa :). Fra poco usciremo (in ritardo) col calendario eventi 2026, se vogliamo inserirlo, dobbiamo darci da fare.
Io l’ho fatto, splash! e lo rifarei pure! magari coi braccioli montati sulla moto
ah ah ah, grande! Rimarrai negli annali di Motociclismo:)